La Thai Boxe è una disciplina antichissima che veniva praticata dai guerrieri Ao-Lai dal 200 a.C., il suo nome originale è "Muay Thai" ma nell'ultimo decennio è stata chiamata in modi diversi: Boxe Thai, Boxe Tailandese, Lotta Siamese... cambiano i nomi, ma la disciplina è sempre la stessa.
Anticamente non si usavano i guantoni per il combattimento e per questo attualmente diverse tecniche originali sono state abbandonate perché sono praticabili solo a mani libere.
La Thai Boxe è la forma di combattimento di difesa e offesa, più efficace fra tutte le arti marziali. Ma, al di là degli spettacolari incontri dei professionisti e degli amatori, può essere un'attività divertente da praticare in palestra.
La Thai Boxe ( a livello amatoriale) è indicata per tutti coloro che vogliono mantenersi in forma (e perché no, dimagrire) con un'attività divertente e diversa dal solito. Come tutte le attività aerobiche, infatti, serve a migliorare la resistenza fisica (cardio), l'agilità, l'elasticità muscolare e a stimolare i riflessi, E senza il rischio di farsi male.
CARATTERISTICHE del Thai Boxer
Non c'è ombra di dubbio che la thai boxe sia una delle EFFICIENTI, arti marziali - sport da combattimento che esistono e quindi il thai boxer deve sviluppare una volontà e resistenza non comuni, che si traduce in : resistenza al dolore, resistenza alla fatica, volontà di migliorarsi. Sia nella palestra occidentale o nel kai muay (comunemente detti camp) tailandese, l'allievo - combattente sviluppa tutte queste resistenze (condizionamenti) grazie all'allenamento di parecchie ore al giorno e grazie alla meditazione.
L'allenamento di parecchie ore al giorno è riservato ai professionisti; ma anche gli agonisti dilettanti possono ottenere dei ottimi risultati con 2 ore di allenamento al giorno e 3 - 4 allenamenti alla settimana. L'agonista, sia esso pro o dilettante, in queste ore di allenamento sviluppa un condizionamento: osseo, muscolare, nervoso.
Il CONDIZIONAMENTO OSSEO:
in natura, la completa maturazione ossea avviene all'incirca all'età di 25 anni ma con il regolare uso dei colpitori ed una alimentazione completa e varia ne aumenta la velocità. Neanche dire, che tale condizionamento deve essere graduale e seguito da istruttori qualificati per non farsi del male; un loro costante utilizzo è alla base della proverbiale resistenza combattiva dei tailandesi e porta in alcuni anni (4 - 5) ad non avere problemi di combattere senza protezioni !!
IL CONDIZIONAMENTO MUSCOLARE:
viene perpetuato nel riscaldamento e potenziamento muscolare; continua nell'uso dei colpitori o nelle esecuzioni di tecniche in coppia; nella corsa che ogni agonista dovrebbe fare settimanalmente.
L'ALLENAMENTO PSICOLOGICO
L'allenamento psicologico e quindi mentale: è un particolare stato che si raggiunge solo dopo intense sessioni di swadow boxe, oppure dopo svariati combattimenti sia in palestra che sul ring e porta alla classica conoscenza delle proprie capacità sia tecniche che mentali.
THAI BOXE o PUGILATO TAILANDESE
Saluto
Il saluto, in Tailandia detto WAI, è usato in segno di rispetto - sottomissione - benevolenza, quando si incontra il maestro o il proprietario, o per salutare prima di andar via e va accompagnato colla frase: Savadii Krap, per l'uomo e Savadii Kaa, per la donna. Un adulto non farà il wai ai bambini e una persona socialmente elevata potrà non rispondere al wai.
Anche la posizione delle mani ha i suoi distinguo. Se si saluta una persona normale vanno portate al petto; salutando un maestro al mento; il Re, Bhudda o per chiedere una grazia vanno portate alla fronte.
In occidente, nelle nostre palestre dipende da come viene impostato l'allenamento e da quanta importanza da il maestro al saluto tradizionale tailandese ma in genere si esegue il wai all'inizio e comunque alla fine dell'allenamento.
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Abbigliamento e protezioni |
L'abbigliamento consiste nelle classiche short (pantaloncini corti) e maglietta o tuta da ginnastica se il clima è particolarmente freddo. .......in Tailandia, neanche dirlo, si usa allenarsi solo coi calzoncini !! Negli sparring leggeri in palestra l'allievo viene portato gradualmente ad eseguire tutte le tecniche. In Tailandia,lo sparring dall'allenamento non viene fatto con protezioni di sorta ma bisogna dire che in genere loro sono dei professionisti (anche i bambini) , sono abituati al "gioco" della Thai Boxe, sono abituati a ore di allenamento - gioco fin da piccoli e se non si allenano , la guardano; quindi sanno come allenarsi e hanno sviluppato un condizionamento fisico che innalza il loro livello del dolore. Non di poco conto, hanno anche come cultura un condizionamento mentale al dolore, dove uno che si lamenta più del dovuto è visto come debole e inetto.
Allenamento
L'allenamento nelle nostre palestre occidentali dura dall'ora e mezza alle due e mezza e parte come sempre con il riscaldamento, che sia fatto con la corsa o con la corda o con i copertoni, ecc. Poi si passa al potenziamento fatto a corpo libero o coi pesi (io consiglio a corpo libero perché fornisce all'atleta quella coordinazione e ritmo che gli necessita. Può seguire lo stretching o dei minuti di riposo dove si può anche bere (consiglio sempre di portarsi da bere qualcosa di leggermente zuccherato).L'allenamento successivo, varia a seconda della capacità dell'allievo e dal programma dell'istruttore.Io suddivido in tecniche a vuoto, coi colpitori, o in coppia.
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Allenamento a vuoto |
Detto anche "shadow boxe" o "ombra", è la base del Thai Boxer !! Col vuoto imparerà dalle tecniche principali alle esecuzioni più difficili, passando per il condizionamento mentale. E' in questo allenamento che l'allievo muove i suoi primi passi, preparandosi all'allenamento in coppia o ai colpitori ; è in questo allenamento che l'allievo - combattente si ritrova con se stesso mentalmente sul ring contro il suo ipotetico avversario; e in questo allenamento contro il suo avversario mentale dovrà produrre tutte le tensioni del ring quali : pubblico, arbitro, avversario, proprie paure (solo per citarne alcune) e produrre delle tecniche valide a metterlo KO !! Il vuoto, quindi non è un allenamento semplice perché richiede massima concentrazione; un'esecuzione mentale delle tecniche che nel corso degli anni diverranno automatiche, sviluppando non solo tutte le tecniche di percussione ammesse ma inoltre: schivate, evasioni, anticipi, parate, proiezioni, cambi di ritmo, ecc. |
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